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L’altro amore di Federico. García Lorca a Buenos Aires

€18,00

ISBN 978-88-6278-053-7

In una Buenos Aires colta e festosa, tanghera e scettica, ma allo stesso tempo densa di speranze e progetti avanguardisti e innovatori, Francesca Vallmajor Francis, la mia amica Cesca, la scrittrice minore, occulta, disinteressata alla fama, lettrice severa e sottile saggista, conobbe Federico. La sua “Prefederica Loca”, come lo chiamava a partire dalle tre del mattino, quando, alticci, ridevano l’uno dell’altra, dopo aver riso di se stessi; dopo aver fatto a pezzi tutti gli altri ed erano già nel letto, soffocando le risate sotto le lenzuola, prima di amarsi come fratelli promiscui, quelle notti in cui dormivano insieme perché erano troppo tormentati dai dilemmi interiori per riuscire a separarsi, e avvinti da quel prematuro panico di essere aggrediti dalla solitudine che, chissà, forse non era né più né meno che il tremendo presagio della morte.

Descrizione prodotto

di Reina Roffé

Federico García Lorca abitò a Buenos Aires quasi sei mesi, dall’ottobre del 1933 al marzo del 1934, dove visse uno dei momenti più profondi della sua vita affettiva e professionale ed entrò in contatto con importantissimi esponenti del mondo artistico: in compagnia di Pablo Neruda e Salvador Novo frequentò teatri, saloni letterari, e perlustrò tutti gli angoli della città. Divenne amico di Oliviero Girondo e Norah Lange, Riccardo Molinari e Alfonsina Storni, Enrique Santos Discépolo e Raúl González Tuñón. Frequentò Carlos Gardel, conobbe un’ancora adolescente Eva Perón e Borges lo definì un “andaluso professionista”. In questo romanzo storia, biografia, testimonianze, lettere immaginarie, cronache e frammenti di sogni compongono una trama monumentale nella quale si fondono verità e finzione, vita e letteratura, accompagnando il lettore nel racconto di un amore necessario e disperato. Un amore che Lorca visse sinceramente, in parallelo con i suoi desideri più reconditi. Sono tante le voci che si rincorrono in questo libro, tutte affascinanti nelle loro diverse modulazioni, più una, che risalta su tutte: la vivacità di un inconfondibile Lorca. Reina Roffé sortisce il prodigioso effetto di creare una voce per il poeta, di donargli un linguaggio particolare per raccontare le sue vicissitudini di ragazzo pieno di gioia e di fascino che dovette faticare molto per affermarsi e combattere l’indice inquisitore che si era sollevato contro la sua omosessualità. Attraverso una narrazione intima ed emozionante, Roffé rende omaggio al grande poeta andaluso e alla stupenda e controversa capitale argentina; sullo sfondo un momento unico e irripetibile della storia del paese.

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