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A nuda voce

€18,00

ISBN 978-88-6278-055-1

Al di là delle parole, la nostra voce esprime una verità che racconta una marcatura e una storia che ci riguardano: la sua melodia ci canta, dice qualcosa di noi, delle nostre provenienze, dei bagni sonori in cui fin dall’origine siamo stati immersi e dei flussi vocali che ci hanno allattato, così come rivela gioie ricevute e sofferenze patite. La vita psichica soggettiva, infatti, lascia sedimentazioni sul timbro, sulla pasta, sul tessuto, sulla materia stessa della voce, rendendola, per questo motivo, inconfondibile e unica. La voce non può mentire, neppure quando le parole lo vorrebbero. Noi tutti siamo, dunque, a nuda voce.

Descrizione prodotto

di Laura Pigozzi

Vocalità, Inconscio, Sessualità

Questa ricerca esplora il complesso rapporto tra la voce, il corpo e l’inconscio. Ripercorre in chiave psicanalitica la fisiologia del canto, il timbro, il ritmo, l’intonazione, l’improvvisazione jazzistica. Riflessioni nuove sono dedicate alla prosodia della voce, agli inciampi, alla balbuzie, all’autismo e ai lapsus. Ascoltare la voce quale istanza più prossima all’inconscio consente di cogliere aspetti inediti sia nel legame primario tra madre e bambino sia nell’instaurazione della voce del padre. Permette anche di individuare una stretta parentela tra vocalità, godimento femminile, estasi mistica, pulsione invocante. La voce come l’istanza più originaria della soggettività interroga opere di scrittori come Pirandello, Hoffmann, Kafka, pittori come Kandinskji o cantanti come Billie Holiday.  Vengono ripercorsi in modo originale alcuni luoghi della classicità: Ulisse e il canto delle Sirene, le implicazioni della voce-shofar nel rito ebraico e la vicenda della “nota blu” che da Chopin in poi introduce lo spalancamento di una vertigine che si ritrova in quello che l’autrice definisce il timbro blu.

 

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