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Il Plusmaterno

€18,00

ISBN 978-88-6278-068-1

[…] era una questione d’incesto, come ogni volta lo è se non è possibile separarsi dal bambino. Incesto è dormire con la madre ogni notte e magari fino a età improbabili, è essere allattati ben oltre la dentizione, o anche tenersi per mano con la madre nell’età da fidanzati, avere il genitore come referente principale nel corso della vita adulta, o dirsi ti amo o baciarsi sulla bocca tra genitori e figli (se pensiamo a un padre che bacia sulla bocca la sua figliola siamo curiosamente più sconcertati che quando il bacio è della madre). La plusmadre è incestuosa nel senso di una intrusione psichica, mentre la legge del desiderio può esistere solo fuori dall’incesto. Incesto è quando una madre si occupa di un figlio, e lo cura, a partire dalle proprie… pienezze: il suo corpo a portata di mano ogni notte, che non gli si sottrae mai, così come il suo seno sempre offerto, sono un troppo, un plus che arriva al bambino come un trauma travestito, imbellettato da godimento.

Descrizione prodotto

a cura di Laura Pigozzi

la solitudine delle madri
in un’epoca che chiede loro troppo

Saggi di: Anna Barracco, Pier Giorgio Curti, Marco Focchi,
Marisa Fiumanò, Fabio Galimberti, Riccardo Mensuali,
Laura Pigozzi, Silvia Vegetti Finzi, Angelo Villa, Giovanna Zoboli.

Plusmaterno è il neologismo che Laura Pigozzi crea per definire un più di presenza materna che si ripercuote sulla volontà del figlio e lo passivizza. Otto psicoanalisti, una scrittrice-editrice e un sacerdote, tutti al lavoro su un fenomeno attuale, il plusmaterno, vero contraltare del patriarcato, in quanto concetto più centrato e contemporaneo rispetto al controverso matriarcato. L’originalità del libro sta nel pensare altrimenti il processo di causazione di questo eccesso di presenza materna. Non è l’evaporazione del padre la causa del plusmaterno, l’evaporazione paterna è piuttosto concepita come un effetto dell’evaporazione della donna nella Madre, del suo assentarsi dall’impervio e affascinante lavoro sul femminile, del suo dileguarsi al cospetto dell’unicità della propria sessuazione, con una manovra che la vede pararsi dietro al figlio, abbeverarsene, fare Uno con lui nella morsa stringente di un legame simbiotico senza scampo, di un rapimento erotico e incestuale in cui non si distingue più chi tiene in ostaggio chi e che non esibisce screpolature, né accessi, al terzo. Il libro si chiude con una presa di posizione secca rispetto alla questione del plusmaterno, con un No! etico al messaggio che persino un lavoro letterario plurilodato può veicolare: l’invito della Madre al figlio a restare vicini per sempre. Tout contre moi. Toujours (Attaccato a me. Per sempre) è l’enunciato della Madre in voga oggi, una madre prêt-à-porter: a perenne portata di… seno, mano, letto, bacio. Che mostra il figlio sin dalla prima ecografia, ma non si dà il tempo per accoglierlo nella culla del suo pensiero, allucinata dal miraggio del facile riconoscimento sociale dell’essere mamma, che produce piccoli uomini, affetti da nanismo anche nel corpo, come denunciano le loro poco incisive, poco falliche, caratteristiche sessuali secondarie. Un appello corale alla Madre affinché possa essere non-tutta-madre, capace di rivolgere anche altrove il proprio desiderio.

 

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