cop-ritmo-melan

Ritmo e Melanconia

€18,00

ISBN 978-88-6278-070-4

Per Roxane il silenzio si crea a partire dalla velocità, che svanisce generando del vuoto: la velocità rompe la dimensione temporale a vantaggio di quella spaziale. La velocità esaspera il fraseggio di Coltrane fino a dissolverlo. In Coltrane, le note si annullano man mano che si creano. Si producono e si disperdono nell’esecuzione. Le note si perdono, fuggono, come le idee del soggetto maniacale. Vita e morte si sfuggono e s’inseguono nel fraseggio veloce, un fraseggio incandescente, appassionato, esaltato: suono vitale e mortifero al tempo stesso, suono dove il respiro dello strumento è respiro di vita e nello stesso tempo ultimo respiro.

COD: RITMELAN Categoria: Etichette: , ,

Descrizione prodotto

di Silvia Lippi

Che relazione c’è tra la psicoanalisi, la cui pratica si fonda sul linguaggio, e la musica, cosiddetta asemantica perché in grado di toccarci senza articolare precise significazioni? Potrebbe esserci qualcosa di musicale nei fenomeni con cui ha a che fare la psicoanalisi e, in particolare, nella melanconia? Può esserci d’aiuto un genere musicale: il jazz. Anch’esso infatti, come la psicoanalisi, è fondato sull’improvvisazione e sul ritmo. La nozione di ritmo ci permette di considerare una modalità di cura dove ciò che nel discorso maniacale è privo di senso non si trovi in opposizione alle esigenze di un ordine simbolico, estrinseco e necessariamente repressivo. Il tipo di approccio alla melanconia, conseguente a tale modalità, non è orientato verso qualche forma di compensazione oggettuale, ma alla ricostruzione del legame sociale. Per analizzare questo processo prendiamo le mosse dal dispositivo proposto dal free jazz dove la molteplicità è eretta a sistema, dove la poliritmia e la politemporalità non impediscono l’emergere di un discorso comune tra i diversi elementi del gruppo. L’operazione clinica nella psicoanalisi delle psicosi non è dell’ordine della riparazione, ma dell’invenzione. Non si tratta di limitare il godimento, ma di concepire dei modi per riannodarlo, vale a dire tagliarlo, spostarlo, trasformarlo in qualcosa di vivibile per il soggetto. Siamo lontani da una concezione della psicosi come struttura deficitaria. La psicosi diventa il paradigma della lotta contro ogni potere accentratore, incarnato nelle varie figure paterne e paternalistiche della nostra società.

 

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Scrivi la prima recensione per “Ritmo e Melanconia”