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Un mondo senz’anima

€18,00

ISBN 978-88-6278-066-7

Il “sospiro degli oppressi” […] vuole essere inteso. Senza un nuovo “patto d’umanità”, sostenuto da ideologie politiche umaniste e democratiche, il “carburante rivoluzionario” del terrorismo jihadista rischia di assorbire, sotto l’ingannevole apparenza della “religione”, la disperazione, le umiliazioni, la collera, le rivolte di un mondo smembrato e frammentato. Sarebbe il folle riciclaggio della rabbia rivoluzionaria, senza possibilità di una rivoluzione autentica. Al di là dei sentimenti di orrore e di collera, al di là del senso di annientamento che proviamo, si tratta di capire da quale vuoto politico e culturale emergono questi teofascismi e in che modo sono in grado di bloccare le speranze tradizionalmente riposte nelle rivoluzioni.

Descrizione prodotto

di Roland Gori

la fabbrica dei terrorismi

Nel chiaroscuro delle crisi politiche nascono i mostri. Nascono dal vuoto culturale di un mondo politico senz’anima, dove la tecnica è divenuta folle, dove crescono la collera e la disperazione. La politica, priva d’immaginazione e di coraggio, ha preso l’aspetto grigio e rassegnato dei mercati, ai quali è asservita. In questo mondo di carta, dove regnano cifre e astrazioni, non circolano né vita né desiderio, ma solo le tristi passioni dell’odio e dell’oppressione. I fascismi nascono da queste ideologie mortifere ed estenuate: le imbrattano con i cupi colori della nostra epoca, le ritmano con i canti funebri che coprono la voce, sempre imprevedibile e incerta, dell’amore e della creazione. Tuttavia, mai come oggi, mentre si diffonde la proletarizzazione dell’esistenza, i popoli si sono mostrati affamati di nuove forze simboliche e di nuove illusioni: per vivere, desiderare, sognare insieme. Un messaggio di speranza attraversa il saggio di Roland Gori, l’attesa di un nuovo patto d’umanità, capace di sorgere da questa egemonia culturale disastrosa e dai crimini di massa che essa favorisce. Occorre innanzitutto riconciliare politica e cultura, uscire dal “secolo della paura”, rinnovare il legame con l’esperienza sensibile di una nuova rivoluzione simbolica, che dia al mondo e alla vita quel senso e quella coerenza politica e poetica di cui oggi siamo orfani.

 

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